Piano piano, mi faccio spazio nel mondo, con idee, pensieri, eventi, risate



giovedì 3 marzo 2011

Sono un piccolo 'treno merci'

''Era come se andando via in realtà avessi preso la rincorsa per tornare più vicino''
Fabio Volo


Sto attraversando un periodo molto intenso. E l'altra sera tornando da teatro parlavamo di meditazione. E di quanto nel periodo dei vent'anni probabilmente non serve, perché siamo dei fiumi in piena che scorrono, pieni di energie, di voglia di fare, di dubbi, incertezze, da risolvere, da affrontare, da vivere, da respirare. Io allora mi sono definita così: un piccolo 'treno merci'. Forse non ha un suono gradevole alla pronuncia, ma riassume quello che mi sento io.

Un treno che viaggia, sia con il corpo che con la mente, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, di nuove idee. Non mi fermo mai, se non davanti a dei bivi, dove le incertezze mi assalgono, e sento che potrei sempre fare di più, che questa vita non è abbastanza per tutto quello che vorrei fare, che il tempo scorre, che passiamo intere giornate davanti ai pc, cercando input, inserendo output.

Merci, perché sono piena di volontà, non mi fermo davanti a niente, ma ho costante bisogno di 'input' umani, di storie, di immagini, e quando trovo chi può darmele, è come se le mie batterie si ricaricassero di nuovo. Come tempo fa, che sono riuscita a mandare in diretta radio su Radio Deejay una persona di lavoro, così che è stata intervistata direttamente da Platinette. Oppure ieri, quando ho avuto l'onore di conoscere a lavoro una persona importante, e per quanto possa essere agéé, io ho assaporato quello che lui è stato e che ha fatto nella sua vita lavorativa. Sentir parlare di anni che non verranno più, ti lascia quel sapore che tu vorresti aver vissuto magari gli anni della famosa Dolce Vita.

Così sono tornata a casa, carica come non mai, perché avevo ricevuto la mia dose di Interesse di cui ho costantemente bisogno. Questo mi tiene viva. Questo mi fa sentire viva. E' quando sento questa adrenalina che mi sento che posso davvero fare tutto.
Tutto.

domenica 20 febbraio 2011

Missing New York...




















Ripenso a NY, spesso. E ripenso alla splendida giornata in cui questa foto mi è stata scattata. Una perfetta giornata autunnale newyorkese.

Just wondering around. Taking pictures. Shopping. Finding unique things. Le cose migliori sono quelle semplici. Sempre.

Sempre a New York, photoshooting insieme alla mia collega/amica. Il link è qui:
http://michellearlotta.blogspot.com/2011/01/shooting-italians-in-nyc.html

lunedì 20 dicembre 2010

Alla mia sorellina...

Questo post voglio dedicarlo alla mia sorella. La mia splendida sorella.

La neve, ha portato disagi, ha portato confusione, ma ha anche portato il pretesto per prendermi un pomeriggio con la mia 'amorina'. La mia Lety. Non sono brava con i discorsi, ma vorrei che lei sapesse che volevo da tanto stare con lei un pomeriggio, soprattutto in centro a Firenze. Era da non so quanto che non ci andavamo insieme. Corriamo ogni giorno come dei pazzi, e una nevicata ci ha fatto riscoprire una bella camminata, autobus, macchina fotografica, e momenti insieme.

Alla mia sorella che sta crescendo, alla quale vorrei chiedere di far parte sempre del suo mondo di ragazza adolescente che ogni giorno scopre un pezzetto di questo infinito mondo. Di dirle che sembrava davvero ieri che era una cucciolina piccola, e ricordarle quanto il mondo e' pieno di cose belle, che non dobbiamo mai dimenticare di scoprire e comprendere. Di darle consigli. Di vederla crescere. Sempre piu' splendida e unica.

Un abbraccio grande sorellina mia, ti voglio un mondo di bene.

La tua sorellona!

lunedì 6 dicembre 2010

True New York waits













"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi."

Marcel Proust


Credo di potermi definire una naturale estensione della città di New York.
Vita, idee, particolareggiare, camminare, ammirare, ritornare un po' bambini, col naso all'insù, e guardare, osservare, e anche fotografare. Due 'socie', e amiche, libere da tutto, a New York.
La prima sera jet lag pieno ma voglia di uscire. Boqueria tanto per gustare subito Soho, in mezzo ai fantastici negozi di Spring Street.
La seconda sera teatro di Broadway, The Phantom of the Opera. Non smetto di ridere a ripensare alle corse tra i taxi in mezzo a Times Square.
I mitici regalini da Tiffany, e il non capirci più niente in mezzo a tutti quei 'sterling silver' del terzo piano.
Mettersi in coda per veder accendere l'albero, per poi pattinare al Rockfeller, sotto luci e magia, finalmente è accaduto.
Mettere in disordine una casa superordinata in due secondi.
Prepararsi per un vero photoshooting a MeatPacking, con una vera fotografa, e tutti i passanti che si chiedevano chi eravamo, se delle attrici.
Mangiare a Delicatessen con persone magnifiche la sera, e parlare con loro di tutto.
Entrare nei vari showroom di moda e andare poi a mangiare il sushi a Times Square.
Girare per le bancarelle natalizie di Bryant Park.
Stupirsi ancora davanti alle opere d'arte di MoMa, Met e Gugghenheim.
Scegliere degli splendidi libri da Barnes and Noble.
Andare a fare aperitivo, cena a base di bistecca, con attore noto incluso, e poi club di musica dal vivo anni '60.
Mini appartamento in Bleecker Street, con riscaldamento stile Maldive.
Colazioni a ‘la table commune’, per sentirsi tutti parte di un pezzettino dell’altra persona che ti siede accanto.
Le foto nel parco con gli scoiattoli.
La casa di Carrie.Gli hot dog agli angoli della strada.

Il pranzo da Oyster, con tanto di donnina a servire molto sprint.
Passeggiare l'ultima sera a New York sul Ponte di Brooklyn e scattare mille foto anche se accarezzate dal ghiaccio.


E altre mille azioni, una vacanza meravigliosa. Fatta di chiacchiere, di riflessioni, risate infinite e sketch irripetibili. Capirsi al volo, senza neanche dover spiegare. Sarò di poche parole. Indimenticabile. Vissuta da vere newyorkesi.

sabato 27 novembre 2010

New York

Metti le idee insieme, metti la volonta' di rendere un'idea realta'. Di essere semplicemente una turista. O semplicemente camminare in una grande citta', come New York. Oppure di essere fotografata in mezzo a New York come in un film. Staccare la spina da tutto, prenderti il tuo tempo come mi piace tanto fare. Trovare il tempo per parlare con se stessi, di capirsi. Questo puo' essere un viaggio. Luci, musica, foto, arte. Mix di perfezione. Persone felici di vederti a NY, come se tu fossi a casa. Volonta' di fare e non fare.

mercoledì 17 novembre 2010

La Mia Dolce Vita

Serata magnifica ieri. Uno degli episodi della 'Mia Dolce Vita'. Ma non solo ieri. Anche l'altro ieri, e quello prima, e ancora, ancora, e oggi, poi domani, sempre.

Cos'è per voi la Dolce Vita?

Ieri sono andata a vedere questo splendido film di Fellini al cinema. Ho deciso di fare un salto indietro nel tempo, cercando di entrare in una nuova dimensione. Quella di allora, quella della bellezza, della vita patinata, dei retroscena, della pazzia, così spontanea allora, così attuale oggi. Non è cambiato niente. E' tutto uguale. E i brividi scorrono. E ho pensato: ognuno di noi ha la sua Dolce Vita.

Io con la mia vita, fatta di alti e bassi, di domande e risposte, di idee, di sensazioni, di emozioni. Di una famiglia stupenda, di una sorella magnifica che mi lascia messaggi e con la quale ci scriviamo biglietti che ci lasciamo vicini al letto. E di una persona accanto a me, da sei anni, diversa e uguale, contrapposto e riflesso del mio essere. E amicizie sincere, importanti, tra cui una socia con la quale condividere idee e progetti, con la quale mangiare alle una di notte dopo le tre ore di Dolce Vita, sorseggiando un buon bicchiere di vino.

E cercare di tirare fuori se stessi attraverso l'arte e il teatro, e sentirsi intrappolati, e capire che nel mondo siamo stati creati diversi per poi allinearci ad una linea comune. Troppo. Ma io mi rifiuto, non voglio essere 'come gli altri', non voglio essere l'ennesima pedina di questo mondo spesso troppo sensato, voglio sentirmi sempre viva, sempre, uscire dagli ideali comuni della vita. E' impossibile rimanere allineati senza cadere nella pazzia. Oppure la normalità non esiste? O ce lo vogliono far credere? Viviamoci tutti un pò di Dolce Vita, cerchiamo ogni giorno di tirare fuori la nostra vera essenza, la nostra linfa vitale, la nostra singolarità. Cerchiamoci nel mondo il nostro spazio. Facciamoci strada. Non diamoci per scontati.

Qualche volta, la notte, quest'oscurità, questo silenzio, mi pesano. È la pace che mi fa paura. Temo la pace più di ogni altra cosa: mi sembra che sia soltanto un'apparenza, e che nasconda l'inferno. Pensa cosa vedranno i miei figli domani... Il mondo sarà meraviglioso, dicono. Ma da che punto di vista, se basta uno squillo di telefono ad annunciare la fine di tutto?

Bisognerebbe vivere fuori dalle passioni,
oltre i sentimenti, nell'armonia che c'è
nell'opera d'arte riuscita, in quell'ordine incantato...
Dovremmo riuscire ad amarci tanto...
da vivere fuori dal tempo, distaccati...distaccati...


dal film "La Dolce Vita" di Federico Fellini
Foto Copyright ''La Dolce Vita'' di Federico Fellini

martedì 5 ottobre 2010

Saltare la cima



Sulle dolci note della musica ripenso a un ragionamento che ho fatto oggi. Fino ai 20 anni e qualcosa siamo carichi di sogni, di speranze, niente ci può abbattere. Siamo dei treni a vapore lanciati alla massima potenza, potremmo raggiungere ogni distanza, niente ci ferma. Viaggiamo con la fantasia, ma anche con la realtà. Creiamo idee, che a volte diventano di altri. Si è testardi tanto da sfuggire a tutto e a tutti. Si sale, si fa invidia, la cresta dell'onda è cavalcata totalmente. E si scala la montagna in salita, fino ad arrivare al picco. Si rimane in bilico, anche per del tempo, per poi o tornare giù, o continuare a salire e scalare una cima ancora più alta.

Ed è qui che accade qualcosa. Si crea la distinzione tra persone normali, come molti, e persone speciali, che hanno cambiato il mondo o la loro anche piccola realtà. I primi tornano indietro, o si adagiano ad una forma di vivere condivisa, idonea, allineata alla maggioranza. I secondi non si fanno abbattere, e si rafforzano, e il loro carattere diventa ancora più combattivo, e gli ideali diventano un muro indistruttibile che li protegge. E questi creano invidia, ammirazione, stupore, critica. Ma è proprio questo che li rende speciali. E indimenticabili da chi li osserva. Irraggiungibili.

Adesso mi chiedo, io, da che parte sto? Torno indietro, scalo ancora, o sono ancora sulla cima ad aspettare?

Mi sono fatta un esame di coscienza e mi sono davvero resa conto che in tutta la mia vita ho sempre preso mille iniziative, intrapreso molti percorsi, con progetti anche molto innovativi (che spesso poi ho visto realizzare ad altri) che però non ho mai portato completamente a termine. Come posso spiegarmi. E' come se, arrivata al traguardo, tornassi sempre indietro, e volessi iniziare un nuovo percorso. Ma perché? Perché non saltare dall'altra parte? Mi prende la paura, mi soffoca qualcosa, mentre invece spesso il bello deve ancora venire. Ne parlavo con la Vale, e abbiamo scoperto di avere entrambe questa caratteristica. Ci fermiamo sempre davanti al bivio, al traguardo, all'obiettivo. Adesso abbiamo un progetto insieme, che desideriamo da tempo realizzare. E abbiamo deciso di tenerci la mano, dobbiamo farci coraggio, per saltare insieme, dall'altra parte.



Immagine: http://www.google.it/imgres?imgurl=http://i212.photobucket.com/albums/cc315/ladygothic85/WHITE%2520AND%2520BLACK/bibliothequezq6.jpg&imgrefurl=